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Nel nuovo PGT la nuova “autostrada di città” scavalca Ecopass, mobilità sostenibile e piste ciclabili. Il Comune smentisce il TAR, dà il via libera a strade e cemento e candida Milano a capitale del cemento.

In queste settimane tre importanti decisioni del governo cittadino incideranno sul traffico e l'inquinamento a Milano. Tutte e tre di segno pesantemente negativo, destinate a peggiorare la qualità della vita cittadina e declassare Milano nella competizione globale tra le città europee.

Il Comune si avvia verso una proroga della microscopica sperimentazione dell'Ecopass con associata proroga dell'esenzione agli Euro 4 diesel, verso il blocco e la revisione del piano di corsie preferenziali per i mezzi pubblici e il via libera nella pianificazione territoriale cittadina di una grandiosa autostrada cittadina per portare in pieno centro decine di migliaia di nuove automobili al giorno per 60 anni!

Vediamo la decisioni una per una:

  1. Proroga Ecopass. La proroga tale quale del provvedimento Ecopass contraddice platealmente la sentenza del Tribunale Amministrativo regionale del 22 luglio 2009. In quella sentenza, che dava ragione al Comune contro il ricorso presentato dalle associazioni firmatarie giustificando la decisione con la natura provvisoria del sistema in vigore, si indicava espressamente “l’onere dell'Amministrazione, alla scadenza dell’anno in questione, di valutare ex novo la situazione alla luce dei risultati del sistema Ecopass del 2009 e della diffusione sul mercato dei filtri retrofit, oltre che dell'eventuale commercializzazione dei veicoli diesel di nuova generazione meno inquinanti di quelli euro 4”. A nostro parere è difficile sostenere che i risultati della misura Ecopass siano stati nel 2009 sufficienti a liberarci dall'inquinamento, così come è evidente che molti nuovi motori diesel sono stati venduti con in dotazione efficaci filtri antiparticolato. È quindi del tutto evidente che il Comune di Milano non si è assunto il necessario “onere a valutare ex novo la situazione”. Per questa ragione abbiamo chiesto ai legali di ricorrere contro la Delibera Comunale.
  2. Corsie preferenziali. Il vicesindaco De Corato si propone di cassare o rivedere le proposte di corsie preferenziali per i mezzi pubblici già studiate e programmate dai tecnici dell'Atm e del Comune e decise dal suo predecessore Croci. Ricordiamo al Vice Sindaco che è tenuto a fare il proprio dovere di amministratore favorendo, con il minor costo possibile per il Comune, la velocità commerciale del mezzo pubblico e l'affidabilità del servizio dell'Atm. Il Vice Sindaco rema contro Milano e i milanesi che per circa la metà dei propri spostamenti usano i mezzi pubblici per favorire una minoranza che ancora va in macchina?
  3. Tunnel autostradale. L'assurdo “ponte di Messina” in versione meneghina! Una autostrada che, raccordandosi con le autostrade d'afflusso a Milano, dovrebbe attraversare la città da Linate alla Fiera, raggiungendo il centro di Milano con tante belle uscite che coincidono fedelmente con la linea del Passante Ferroviario (Venezia, Repubblica, Lancetti, Bovisa). Un'opera che è in palese conflitto con la decisione alla base del nuovo PGT, che afferma di voler densificare la città a ridosso delle linee di trasporto pubblico: ma chi vorrà vivere in questa città 'densa', certo servita dal trasporto pubblico, ma anche intrappolata prima da un decennio di cantieri e poi dal traffico di sette svincoli autostradali e dai 'camini' che dovranno portare in superficie l'aria inquinata del tunnel?

Quest'opera faraonica non ha niente a che fare con le promesse elettorali del Sindaco Moratti che annunciava di ridurre di 300 mila le auto in circolazione tutti i giorni a Milano, né con la promessa fatta solennemente al BIE che all'Expo 2015 non ci si sarebbe arrivati in macchina. Non cura i mali di una città le cui strade accolgono 63 auto ogni 100 abitanti, contro le 45 di Parigi, le 32 di Madrid, 27 di Copenaghen e 20 di New York. L'Assessore Simini si dovrebbe occupare di opere pubbliche e non di società private che debbono dimostrare appalti in concessione per valorizzare la propria azienda. Come è possibile che a Bruxelles il sindaco di Milano si impegni a ridurre il traffico privato e le emissioni di CO2 (del 20% subito e molto di più in futuro) e allo stesso tempo programmi un'opera autostradale che per ripagarsi ha bisogno di incassare pedaggi per 60 anni?

Una domanda al Sindaco:
Chi pagherà la necessaria infrastrutturazione delle vie di superficie per impedire il traffico di attraversamento e imporre agli automobilisti di prendere l'autostrada a pagamento? Perché, invece, non si chiede a Regione e Trenitalia di intensificare i treni sulla stessa linea del ferroviaria con una frequenza superiore all'attuale (un treno ogni mezz'ora!).

  1. Mobilità ciclistica. Nei piani del Comune riemerge in modo preoccupante l'assenza di strategia per raggiungere gli obiettivi della Carta di Bruxelles sulla ciclabilità, anche questa siglata da Milano come il Patto dei sindaci per la riduzione dei gas serra: il PGT afferma che al 2030 gli spostamenti rappresenteranno solo una percentuale compresa tra il 2,7 e il 8,3% degli spostamenti totali contro il 15% della Carta di Bruxelles al 2020 e peraltro non dà indicazione precisa degli interventi da mettere in atto per il raggiungimento di questo, ancorché modesto, risultato.

Decisioni tutte vergognose. Stiamo diventando di nuovo la capitale dell'inquinamento in Italia: di questi temi se ne parlerà inoltre sabato 16, alle 14.45 su Rai 3 durante la trasmissione “Ambiente Italia” in cui ci saranno il Vice Sindaco De Corato e i cittadini dei Comitati e delle Associazioni milanesi a confronto.

Associazioni firmatarie:
Legambiente, WWF, Italia Nostra,
Genitori Anti Smog, VAS, Ciclobby