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Proposte e impegni per una Lombardia meno inquinata e che sappia cogliere queste opportunità per uscire dalla crisi e diventare più bella.

Milano e la Lombardia sono chiamate, nel breve arco di pochi anni, a ridurre drasticamente le loro emissioni inquinanti nell'aria per quattro fondamentali ragioni:

1)Dobbiamo migliorare la salute pubblica, la speranza e anche la qualità della vita di tutti gli abitanti, almeno al pari delle altre regioni d'Europa.

2)Entro il 2011 i giorni di superamento delle concentrazioni di particolato sottile e di biossido d'azoto debbono rientrare nei massimi consentiti, pena l'erogazione di una pesante sanzione europea (al danno dell'inquinamento, la beffa della multa da pagare con le nostre tasse!).

3)Dobbiamo sentirci impegnati nella riduzione dei gas climalteranti dagli impegni nazionali, europei e internazionali sempre più stringenti (al 2020, 20% di riduzione Europea, che potrebbe essere elevato al 30% di riduzione nel caso di successo dei nuovi accordi globali).

4)Siamo convinti che l’unico modo per garantire un futuro economicamente sostenibile alle nostre famiglie, al nostro territorio, all'agricoltura (l'inquinamento riduce le produzioni!) e alle nostre industrie stia nella Green Economy e nelle tecnologie a basse o nulle emissioni. Strade vecchie non ci faranno uscire dalla crisi.

Per queste ragioni, alla luce della Decisione della Commissione Europea del 28 settembre scorso che riapre la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per il superamento dei limiti della qualità dell'aria, rilevando l'insufficienza dei piani proposti per la Regione Lombardia, le associazioni firmatarie richiedono di:

1)Considerare tutta la Regione - e in prospettiva tutta la Pianura Padana - area soggetta a forti limitazioni delle emissioni inquinanti (Low Emission Zone), e quindi estendere immediatamente alcune delle norme riguardanti esclusivamente le aree critiche, a cominciare dal divieto assoluto di circolazione dei veicoli euro 0, senza eccezione alcuna.

2)Ridurre la velocità, a 80 Km/ora sulle strade e 90 Km/ora sulle autostrade, in tutti i giorni di superamento dei limiti di qualità dell'aria (ozono estivo incluso) come già accade in tutte le nazioni europee confinanti.

3)Applicare integralmente, senza deroghe alcuna, delle misure già decise dalla Giunta Regionale: anche la prenotazione dei bonus per la predisposizione di filtri non deve superare i 30 giorni e non deve essere rinnovabile. I controlli da parte della Polizia Locale devono essere diffusi e facilitati dall'applicazione obbligatoria di vetrofanie che identifichino la classe del veicolo.

4)Sollecitare la redazione di un Piano Nazionale da parte del Governo e del Ministero dell'Ambiente sino ad oggi assente.

5)Promuovere e dare avvio ad un nuovo Action Plan per la mobilità sostenibile che, in coerenza con le recentissime (30 settembre 2009) linee guida europee, preveda: migliore progettazione delle reti di trasporto pubblico e loro implementazione; intermodalità per passeggeri e merci; potenziamento dell'offerta di mezzi sostenibili e della mobilità ciclistica; diritti dei passeggeri e miglioramento dell'informazione e dell'accesso al trasporto pubblico e sostenibile. La Commissione prevede inoltre l'accesso a finanziamenti e allo scambio di esperienze, opportunità che la Regione Lombardia deve cogliere appieno.

6)Prestare attenzione alla necessaria coerenza ed integrazione con altre importanti politiche regionali, quali quelle relative alle emissioni civili e industriali e quelle dell'atteso Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti. Non ha senso infatti promuovere una pianificazione territoriale che riduca la domanda di trasporto, lo sviluppo del mezzo pubblico, l'integrazione modale dei passeggeri e delle merci e contemporaneamente privilegiare scelte opposte come la costruzione di nuove autostrade, l'aumento della dispersione urbana, la costruzione di centri logistici per soli camion.

7)Potenziare la rete di rilevamento degli inquinanti e migliorarne il controllo e la verifica pubblica dei risultati, unificando metodi e forme di gestione per tutta la Pianura Padana.

Le associazioni firmatarie richiedono inoltre uno sforzo straordinario alle Amministrazioni Provinciali e Comunali della nostra regione, in particolare al Comune di Milano, per:

1)Dare vita a partire dal 1 gennaio 2010 a vere aree di Congestion Charge, superando la sperimentazione dell'Ecopass, secondo i seguenti principi guida: paghino tutti i veicoli almeno quanto il mezzo pubblico (1 euro entrare + 1 euro uscire); tariffe maggiorate in funzione dell'inquinamento prodotto (anche decine di euro al giorno, come a Londra); nessuna deroga (nemmeno per i diesel euro 4 o i veicoli commerciali); estensione graduale a tutte le città delle aree a pedaggio; impiego totale e preventivo dei proventi nel trasporto pubblico e per la mobilità pedonale e ciclistica.
Perché non fare dell'Ecopass di Milano il banco di prova di nuovi strumenti tariffari locali, o “tasse di scopo”, che penalizzino comportamenti dannosi e trasferiscano davvero tutte le risorse generate verso servizi ai cittadini? Con strumenti di verifica seria e pubblica? Non deve essere questo il vero federalismo fiscale?

2)Assicurare nuovi investimenti per il trasporto pubblico locale, la sua integrazione tariffaria e, soprattutto, funzionale.

3)Istituire vaste aree a 30 Km/ora, cominciando attorno ai plessi scolastici e agli ospedali.

4)Rafforzare i controlli e inasprire le sanzioni per tutte le violazioni del codice della strada e per tutte le emissioni inquinanti fisse e mobili.

5)Varare immediatamente i progetti da tempo giacenti in molti comuni riguardanti interventi a basso costo a sostegno delle mobilità sostenibile: dalle corsie preferenziali ai percorsi ciclabili misti, dall'estensione delle isole pedonali ai parcheggi a pagamento, ai servizi di trasporto pubblico a chiamata.

6)Migliorare gli accessi e la mobilità, in particolare per i soggetti deboli: anziani, bambini, disabili.

7)Rimuovere gli ostacoli burocratici e facilitare gli investimenti di risparmio energetico e l'applicazione di pannelli solari e altre tecnologie pulite e rinnovabili: oggi è più facile comprare e circolare con un SUV che dotarsi di un collettore solare per farsi la doccia!

Le nostre associazioni, con notevole impegno di volontari e di risorse economiche (relativamente alle disponibilità), si adopereranno ancor più di oggi a promuovere la sensibilizzazione e lo sviluppo dal basso di scelte e di comportamenti coerenti di mobilità, di vita urbana, di consumi e di stili di vita sostenibili e sono pienamente disponibili ad un impegno coordinato con le autorità pubbliche e con gli altri soggetti sociali.

Milano, 13 ottobre 2009

Fiab – Coordinamento Lombardia
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