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Messaggio pacifista al concerto italiano della dark band “The Cure”. LA CURA PER BACIARE UN ARABO


di Danilo Lenzo

Un bacio contro la cultura del nemico.
Robert Smith, leader della dark band inglese “The Cure”, per la prima volta ha stigmatizzato pubblicamente l’atteggiamento ostile che l’Occidente ha assunto nei confronti del mondo arabo. L’occasione è stata offerta dall’unico concerto italiano che la band ha tenuto ad agosto nella suggestiva cornice del Teatro Greco di Taormina.

Il ritornello “Killing an arab” (uccidendo un arabo) dell’omonima canzone è stata appositamente trasformato in “Kissing an arab” (baciando un arabo). Il brano appartiene all’album “Three immaginary boys” del 1979 ed è ispirata al libro “Lo straniero” di Albert Camus.

Il concerto ha richiamato fan da tutta Italia e anche dal Nord Europa. Il sound dei Cure, con le tipiche atmosfere malinconie, ha conquistato tre generazioni. La band nasce nel 1976, nella zona di Crawley, come “Easy Cure”, per poi diventare nel 1978 semplicemente “The Cure” (La Cura).

Smith con la sua faccia pallida, i capelli super cotonati, il rossetto rosso sbavato, l’abbigliamento nero e la voce malinconica ha ispirato anche scrittori e registi come Tim Burton (il protagonista del film “Edward mani di Forbice”, per esempio, richiama palesemente l’immagine del leader dei Cure). Anche affermati musicisti italiani della nuova generazione trovano ispirazione nella musica di Smith: è il caso dei Verdena.

Il concerto di Taormina è durato oltre 3 ore. Robert Smith ha mandato in deliro il pubblico eseguendo molti brani di album storici come “Three immaginary boys” (1979), “Kiss me, Kiss me, Kiss me!” (1987); “Disintegration” (1989).

La band presto tornerà in studio per incidere un nuovo disco da pubblicare nel 2006.

  • photo: Walter Silvestrini