PACCHETTO CLIMA: LE ALLEANZE STRANE CON L'EST EUROPEO
Le conclusioni del vertice di Bruxelles sul clima permettono a Berlusconi di cantare vittoria perché con alleanze abbastanza strane ha fatto di tutto per cercare di impedire che si giungesse, ora ma forse anche a dicembre, ad un accordo definitivo.
Gli obiettivi, ricordiamo, da rispettare per il 2020 erano il taglio del 20% delle emissioni di CO2, l’aumento delle fonti rinnovabili e del miglioramento dell’efficienza energetica. Ben poca cosa ma certamente un passo in avanti.
Dopo la firma del protocollo di Kyoto anche da parte dell’Australia c’è l’impegno degli americani a modificare il loro atteggiamento nei futuri negoziati. Questo stop rende tutto più difficile ma soprattutto non ci si può nascondere dietro la gravità della crisi economica. Ci dispiace che il Ministro Prestigiacomo a proposito del pacchetto ”inquinamento” discusso a Bruxelles, abbia preso per buone le “posizioni” della CONFINDUSTRIA Italiana.
Nella passata Legislatura il Governo Prodi d’intesa con le Associazioni ambientaliste varò un Piano per rispettare e far rispettare gli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Per la prima volta nel 2007, si è registrata la diminuzione di emissione di CO2 , anche perché il governo ha attuato ciò che aveva concordato per Kyoto, pur rispettando tutti i vincoli dello sviluppo industriale ed economico del Paese. A veder bene nel consesso europeo ci siamo trovati a fianco della Polonia che, in tutto il passato filo sovietico, e nel presente populista e antieuropeo, non ha certo brillato per coerenza e serietà. Le misure a favore del clima sono le sole che possono rimettere in moto la crescita.
Basta non avere un concetto dell’ambiente fine a se stesso, vetero e conservatore ma dinamico che guarda alle opportunità che devono essere colte in tutti i settori: BONIFICHE, SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO, AGRICOLTURA, RICERCA SCIENTIFICA, ECOTURISMO.
Solo così possiamo superare il nostro “GAP” industriale, facendo il nostro dovere e non adducendo la scusa che gli altri Paesi sono in ritardo e continuano a inquinare, ma soprattutto non continuando ad elargire fondi pubblici per l’industria dell’auto con tutte le conseguenze ambientali che sappiamo.
Sen. Guido Pollice
Presidente VAS ONLUS




