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LODI, MONSANTO FINISCE ALLA SBARRA

L'azienda querelata da Verdi Ambiente Società, che accusano: «Diffamati dalla multinazionale dopo l'attentato all'ex Asgrow». Anche un processo per diffamazione a mezzo stampa per il presidente di Monsanto Agricoltura Italia, Jean Michel Duhamel.
Ieri in tribunale a Lodi si è entrati nel vivo del dibattimento nato da una denuncia presentata da Ivan Verga, vice presidente dell'associazione ambientalista Verdi ambiente e società, che alla fine di marzo del 2001 fu tra le protagoniste di un presidio davanti alla sede di via San Colombano a
Lodi (ex Asgrow), e che una decina di giorni dopo, all'indomani di un incendio doloso che causò 300 milioni di lire di danni ai materiali stoccati nello stabilimento, ritenne un insulto un comunicato dell'azienda che, tra l'altro, definiva il danneggiamento «un attentato alla libertà d'impresa,
maturato in un clima di tensione, generato anche da alcune affermazioni di politici e ambientalisti».

La protesta nacque dal sequestro, in frontiera e presso lo stabilimento, di sementi contaminate con Ogm.

A rappresentare la parte civile, per la quale si è costituito anche il senatore Guido Pollice, all'epoca presidente di Vas, è uno dei principi del foro di Roma, l'avvocato Giuseppe Pisauro, già impegnato anche nei processi per il rapimento di Aldo Moro e la strage di piazza Fontana.

La difesa della Monsanto è stata sostenuta ieri dall'avvocato Luisa Mazzola dello studio Mucciarelli di Milano, che ha portato in aula come testimoni Gabriele Fontana, funzionario Monsanto, e Alberto Tenconi, all'epoca dirigente del settore agricoltura della provincia di Lodi.

Fontana ha ripercorso il blitz degli ambientalisti davanti all'azienda, ribadendo che «in precedenza non conoscevo neppure l'esistenza della sigla Vas» e che il testo del comunicato, «che ho conosciuto solo poco prima della conferenza stampa, si riferiva a un contesto di criminalizzazione indebita e irriguardosa della verità dei fatti», sottolineando inoltre che al presidio davanti alla ex Asgrow «c'erano le bandiere di diverse sigle e associazioni».

Tenconi ha invece ricordato che «l'attenzione alla problematica degli Ogm era già presente, da parte di alcune forze politiche, ma l'incendio ha accentuato la situazione di tensione».

La prossima udienza si terrà a metà ottobre.

All'epoca fu molto netta anche la posizione del ministro verde Pecoraro Scanio, cui il Dipartimento di Stato americano contestò di aver fatto dichiarazioni che davano a intendere che in qualche modo il rogo doloso alla Monsanto sarebbe stato causato dalla ditta stessa.

Duhamel è alla sbarra a Lodi anche per altri due procedimenti: uno per una denuncia presentata all'inizio da un consorzio agrario per violazione del decreto legislativo 92 del 1993, che punisce con l'arresto o una multa fino a 50 mila euro chi immette sul mercato prodotti geneticamente modificati
senza averlo comunicato al ministero, e l'altro per frode in commercio per semi contaminati sequestrati nel 2003 nel cuneese, processo che vede parte civile l'ex presidente della regione Piemonte Enzo Ghigo.

Il cittadino, 22 settembre 2005